Autunno e Lasciare Andare


L'autunno sembra la stagione giusta per lasciarsi invadere dalla nostalgia.


"nostalgia
no·stal·gì·a/
Stato d'animo corrispondente al desiderio pungente o al rimpianto malinconico di quanto è trascorso o lontano".

E ancora:

"La nostalgia (parola composta dal greco νόστος (ritorno) e άλγος (dolore): "dolore del ritorno") è uno stato psicologico o sentimento di tristezza e di rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari o per un evento collocato nel passato che si vorrebbe rivivere". (Wikipedia)

Cosa vorremmo rivivere? Banalmente: le vacanze appena terminate? O forse il senso di libertà che accompagna l'estate, la magia della natura in rinascita che abbiamo vissuto all'alba della primavera fino ad arrivare all'esplosione dei colori estivi saturi e vividi, declinati magari in magnifici tramonti? Le giornate lunghe e calde, anche troppo calde, ma che contenevano promesse di un tempo dilatato per incontrarsi, annusare l'aria, avvicinarsi alla notte con più tempo, più luce?
E poi settembre porta con sé l'idea della "fine" imminente. E non occorre soffrire di ciclotimia per essere colti qualche volta dalla tristezza che accompagna la separazione.

Credo che l'autunno sia la stagione psichica del distacco. Ed è forse questo il punto dolente, perché distaccarsi è per la maggior parte di noi assolutamente complicato e a volte doloroso, sicuramente faticoso.
Lo abbiamo imparato da bambini, quando l'allontanarsi della mamma risvegliava in noi l'angoscia profonda legata al senso di vulnerabilità, alla mancanza di contenimento e protezione; più profondamente: alla paura della morte.

Forse da allora rimane in noi la percezione di un lutto faticosissimo da accettare ed elaborare, generato dai distacchi e dai cambiamenti, dove un nuovo assetto è così difficile da immaginare e richiede uno sforzo emotivo che vuole coraggio e una certa dose di ottimismo per essere integrato.

Eppure osservare l'autunno in tutte le sue stupefacenti declinazioni può diventare un'ottima terapia per abbandonarsi alla magia del cambiamento e del lasciare andare.
La stagione forse più fulgida dell'anno cede il passo a un momento in cui tutta la natura ci mostra come sia dolce arrendersi a una profonda trasformazione. 


La mia missione per questo autunno che sta per avvolgerci è quella di scovare un angolo dove potere osservare indisturbata il foliage, immergendomi nei colori caldi che lo definiscono: il verde, il giallo, l'arancione; per potere respirare l'aria che si fa sempre più rarefatta e ascoltare i suoni diversi dei miei passi, che da arditi si fanno più timorosi e accorti, e godere della naturale maggiore lentezza che il mio corpo comincia ad assimilare, considerando questo passaggio ancora una meravigliosa avventura.

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